Questa esperienza è oggi accessibile anche ai visitatori e si svolge soprattutto nei mercati storici del centro e nei quartieri popolari, dove il rapporto tra cucina e territorio è ancora immediato.
Qui lo chef non guida come un esperto distante, ma come qualcuno che conosce quei luoghi perché li vive: sa dove guardare, cosa osservare, quali dettagli fanno la differenza.
Il percorso si snoda tra banchi di verdura, pesce, pane, spezie, prodotti della tradizione. Ogni tappa è l’occasione per raccontare un piatto, una consuetudine domestica, una stagione dell’anno. Si impara a riconoscere la freschezza degli ingredienti, a capire perché certe ricette nascono proprio da quei prodotti, da quella disponibilità quotidiana.
Camminando tra i mercati del centro, l’esperienza si intreccia con la vita dei quartieri: il richiamo dei venditori, le soste improvvisate, le conversazioni che nascono spontanee. Nei mercati più legati alle zone residenziali, invece, il ritmo è più raccolto e permette di osservare con calma i gesti ripetuti ogni giorno da chi cucina per la propria famiglia.
Il valore di questo tour non sta solo negli assaggi, che possono accompagnare il percorso in modo semplice e naturale, ma nel racconto che li precede. Lo chef spiega come un ingrediente diventa piatto, come una ricetta cambia da una casa all’altra, come la cucina napoletana sia il risultato di adattamenti continui, più che di regole fisse.
Seguire un tour dei mercati con uno chef locale significa comprendere Napoli dal punto di vista di chi la cucina ogni giorno.
È un’esperienza che unisce osservazione, ascolto e gusto, e che permette di portare con sé non solo sapori, ma una nuova consapevolezza del legame profondo tra città, cibo e vita quotidiana.