Il chiostro maiolicato di Santa Chiara
Tra i più celebri — e imperdibili — c’è il chiostro del Monastero di Santa Chiara, gioiello del gotico angioino trasformato in una sinfonia barocca. Le maioliche colorate che rivestono i sedili e i pilastri raccontano scene di vita quotidiana, fiori, paesaggi campestri. È uno dei pochi luoghi del centro antico dove il frastuono si dissolve completamente.
I chiostri celati nel centro storico
Ma la città è disseminata di splendidi chiostri, a volte accessibili solo in occasioni speciali o su richiesta:
- Il chiostro di San Gregorio Armeno, con il suo giardino segreto e le grate da cui le monache assistevano alle messe, è uno dei più antichi di Napoli.
- Il chiostro dell’ex Conservatorio di Santa Maria della Fede, oggi parte di una scuola, conserva l’eleganza decadente delle architetture conventuali.
- Il chiostro del Complesso di San Domenico Maggiore, solitamente ignorato rispetto alla chiesa, è una pausa contemplativa in pieno centro storico.
La spiritualità dei cortili
I chiostri napoletani non sono solo spazi religiosi. Sono luoghi di passaggio, di studio, di incontro, di memoria. Alcuni ospitano archivi, biblioteche, facoltà universitarie. Altri conservano fontane, statue, affreschi, piante centenarie. Entrarci è come aprire una parentesi dentro la città, un atto di cura e di meraviglia.
Una mappa invisibile
Camminando per Napoli, spesso si sfiora l’ingresso di un chiostro senza saperlo. Per questo esistono iniziative, percorsi e visite guidate pensate proprio per svelare questa geografia nascosta, per restituire voce a luoghi che meritano attenzione.
I chiostri di Napoli sono come respiri profondi tra le parole.
Spazi di luce e silenzio che esistono proprio per essere scoperti.
O per restare, meravigliosamente, invisibili ai più.