I più amati
Ecco alcuni dei più amati e che possono essere degustati anche nelle trattorie e nei ristoranti tradizionali:
- Pasta, patate e provola – cremosa, filante, amatissima: è l’abbraccio caldo dei giorni di pioggia
- Polpette al sugo con pane ‘nzuppato – sapore di casa e domeniche lente, perfette anche dentro un panino
- La Genovese – cipolle stufate per ore, carne tenerissima: un piatto che richiede pazienza e regala emozioni
- Pasta al forno – densa, croccante sopra e filante sotto: è il piatto che annuncia la domenica e profuma l’ingresso
- Lasagna di Carnevale – ricca, opulenta, stratificata: è la festa che si mangia, piena di ogni ben di Dio
- Baccalà fritto – dorato, croccante, irresistibile: regina delle vigilie di Natale e Capodanno e dei pranzi popolari
- Polpo alla Luciana – tenero, speziato, affondato in un sugo rosso che sa di mare e di tradizione
- Parmigiana di melanzane – intensa, profumata, avvolgente: un classico che non passa mai di moda
- Salsicce e friarielli – rustico e amaro, sapido e verace: il piatto delle cene in compagnia
- Pasta e fagioli con le cozze – l’unione perfetta tra terra e mare, armonia in una cucchiaiata
- Zuppa di soffritto – sapore forte, piccante, rituale: un piacere per i palati coraggiosi
- Trippa alla napoletana – condita con pomodoro e spezie, è un comfort robusto e antico
- Pasta e lenticchie (o fagioli rossi) – povera, nutriente, rassicurante: la zuppa che consola e scalda
- Gnocchi al forno alla napoletana – con sugo e mozzarella filante, sono la coccola dei pranzi familiari
- Minestra maritata – verdure e carne che si sposano lentamente: il piatto delle feste invernali
- Pasta e cavolfiore – delicata ma decisa, speziata con pepe e tocchetti di provolone: un piatto da rivalutare
- Zucchine alla scapece – fritte e marinate con aceto, aglio e menta: fresche, profumate, irresistibili anche fredde
Sono piatti poveri ma generosi, lenti, cremosi, accoglienti.
Ognuno ha una storia, una stagione, una voce.
Nessun eccesso, nessuna pretesa: solo sapori veri, che scaldano e uniscono.
Pasta, patate e provola: l’abbraccio in una pentola
Uno dei piatti più amati dai napoletani, soprattutto nei giorni di pioggia.
La pasta — mista, irregolare, di recupero — cuoce insieme alle patate e all’acqua amidacea, formando una crema densa e saporita. La provola affumicata, aggiunta alla fine, si scioglie nel calore e regala un profumo irresistibile.
L’aneddoto? A Napoli si dice che la riuscita del piatto si misura da una sola cosa: “’a calata ‘e a cucchiarella”. Se il cucchiaio resta in piedi al centro della pentola, è perfetta.
Polpette al sugo: il sapore della domenica
Non c’è piatto che rappresenti la cucina di casa più delle polpette al sugo.
Fatte con pane raffermo, prezzemolo, uovo, aglio, formaggio — ogni famiglia ha la sua versione.
Si tuffano nel sugo di pomodoro che “pippea” lentamente e diventano il pasto perfetto per tutti: grandi, piccoli, ospiti improvvisi.
Il segreto? Sono ancora più buone il giorno dopo, schiacciate nel cuzzetiello (una delle due estremità del cosiddetto pane cafone) con un po’ di sugo.
La genovese: l’arte della pazienza
Malgrado il nome, è napoletanissima. La genovese è una crema densa di cipolle bionde stufate per ore insieme alla carne.
Il risultato è un sugo morbido, dolce, quasi caramellato, che si sposa perfettamente con i ziti spezzati a mano, come da tradizione.
La curiosità? Nessuno sa con certezza l’origine del nome. C’è chi dice derivi da cuochi genovesi attivi nel porto, altri parlano di una storpiatura dialettale. Ma a Napoli la vera domanda è un’altra: “Quante cipolle ci vogliono per una genovese fatta bene?” La risposta: “Quante lacrime riesci a sopportare”.
Perché il comfort food napoletano è così speciale
- Perché è un gesto d’amore che si mangia
- Perché nasce da ingredienti semplici e li rende memorabili
- Perché è intergenerazionale, popolare, sempre attuale
- Perché non ha bisogno di occasioni: è la quotidianità che consola
Il comfort food partenopeo è Napoli che ti abbraccia con il cucchiaio. Un viaggio lento, profumato e sincero nelle cucine di ieri e di oggi.