Una panoramica evocativa tra voci che hanno scritto la città
- Matilde Serao (1856‑1927)
Giornalista e scrittrice napoletana, è stata tra le prime donne a dirigere un grande quotidiano italiano.
Nata a Patrasso ma trasferitasi giovanissima a Napoli, la Serao ha raccontato “la città reale” con uno sguardo attento e popolare: le botteghe, i vicoli, la miseria, ma anche la vitalità. Il suo lavoro giornalistico e narrativo ha contribuito a fissare una visione di Napoli molto diversa da quella romantica.
- Salvatore Di Giacomo (1860‑1934)
Fautore della poesia e della canzone napoletana, Di Giacomo ha trasformato il dialetto in lingua d’arte.
Le sue liriche, intrise del profumo del decumano, della nostalgia dei quartieri umili, dell’intimità del quotidiano, sono tra le più alte espressioni della cultura partenopea.
- Anna Maria Ortese (1914‑2005)
La sua Napoli appare frammentata, onirica, sospesa tra mare e altrove.
La Ortese ha saputo catturare l’“altro volto” della città — quello che si affaccia oltre il Vesuvio, che si misura con la solitudine e l’infanzia — con uno stile che coniuga intimismo e ampiezza narrativa.
- Raffaele La Capria (1922‑2022)
Intellettuale e narratore raffinato, La Capria ha raccontato Napoli con ironia sottile, eleganza e malinconia.
La città nei suoi romanzi è non solo sfondo, ma “oggetto” di riflessione: i suoi paesaggi urbani, i suoi cambiamenti, la sua decadenza e la sua singolare bellezza.
La Capria rappresenta la Napoli borghese e cosmopolita, ma anche vulnerabile.
- Roberto Saviano (nato 1979)
Con Gomorra e gli scritti successivi, Saviano ha portato nel mondo la Napoli che pochi raccontavano: quella della criminalità organizzata, dell’economia sommersa, della complessità urbana.
I suoi luoghi — Forcella, Scampia, Secondigliano — diventano presenze narrative. Napoli non è più solo città lirica, ma città reale in tutta la sua tensione.
- Elena Ferrante (identità anonima)
La saga dell’Amica Geniale ha contribuito a rendere Napoli protagonista nel mondo contemporaneo.
Le vicende ambientate nel Rione Luzzatti, nella Sanità, nei vicoli stretti del centro, parlano di amicizia, famiglia, emancipazione, memoria.
Ferrante entra nella Napoli popolare con forza e narrativa.
- Alessio Forgione (nato 1986)
Voce più recente, Forgione racconta una generazione che ha i piedi tra i bassi e lo sguardo verso l’Europa. Con Napoli mon amour esplora il quotidiano metropolitano, la precarietà, la speranza.
La città è luogo di partenza e ritorno, identità in trasformazione.
Quali gli elementi comuni?
- Identità urbana: tutti questi autori fanno di Napoli non semplice ambientazione, ma protagonista.
- Voci popolari e familiari: il dialetto, i vicoli, la voce bassa delle periferie, le storie quotidiane.
- Cambiamento e memoria: Napoli è città in movimento, e le sue pagine riflettono tensione tra passato e futuro.
- Universalità: pur nascendo in contesti specifici, le loro opere parlano al mondo.
In definitiva, questo elenco non è certo esaustivo — la letteratura napoletana è vastissima e in continua espansione — ma è una panoramica che invita a perdersi tra le righe della città, a riconoscere i luoghi trasformati in metafora, a capire come Napoli si scrive e si riscrive sempre.