Un invito a guardare meglio
Questa è la città dei chiostri nascosti, incastonati tra palazzi e vicoli, dove il tempo rallenta tra colonne, agrumi e maioliche sbiadite.
Come quello del Complesso di Santa Chiara, che molti visitano, ma pochi vivono nel suo silenzio contemplativo.
O come i chiostri meno noti, celati tra mura conventuali o cortili scolastici, piccoli mondi a parte nel cuore pulsante della città.
È la Napoli delle edicole votive e dei micro-altarini domestici, disseminati lungo i bassi, alle cantonate, sotto le scale. Con le loro lucine intermittenti, fiori finti e Madonne protettrici, sono la forma più intima di arte pubblica. Ogni altarino racconta una storia: di devozione, di quartiere, di superstizione e affetto. A Napoli anche la fede è urbana, vissuta tra i panni stesi e le voci dei vicini.
Ma è anche la città dei sotterranei minori, quelli che magari non finiscono sulle guide, ma che custodiscono passaggi, cripte dimenticate, fondamenta di case antiche. Dal Largo San Marcellino alla Chiesa di Santa Luciella, da certe botteghe con affacci su cavità scavate nel tufo, ogni pietra nasconde una storia verticale.
Napoli segreta è tutto ciò che si cela in piena vista. È una città che va vissuta camminando lentamente, alzando lo sguardo o abbassandolo sotto il livello della strada. È fatta di cortili che si aprono per un attimo, di portoni socchiusi, di vicoli che sembrano vicoli e invece sono archivi viventi.
Napoli Segreta è una città che si rivela solo a chi la desidera davvero.
Un luogo fatto di dettagli, silenzi e sorprese.
Non serve una mappa, serve attenzione.