Un luogo che parla alla città
Situato nel quartiere di Fuorigrotta, accanto alla Mostra d’Oltremare e facilmente raggiungibile da ogni parte della città, lo stadio è un monumento urbano che ha attraversato generazioni. Nato come Stadio San Paolo, è stato il teatro dei due scudetti dell’era Maradona (1987 e 1990), della Coppa UEFA vinta nel 1989 e di mille partite diventate leggenda.
Dopo la scomparsa del Pibe de Oro, nel 2020, il Comune di Napoli ha scelto di intitolargli lo stadio, trasformandolo in un luogo di memoria e di pellegrinaggio, visitato ogni giorno da tifosi, turisti, appassionati e semplici curiosi.
Oltre lo sport: un altare popolare
La curva B, cuore del tifo partenopeo. I murales dedicati a Maradona. Le bandiere, i cori, i muraglioni dipinti, i selfie sotto la scritta blu. Ogni angolo dello stadio racconta una storia di appartenenza e devozione.
È qui che i napoletani hanno pianto, gioito e sperato. È qui che si è celebrato, nel 2023 e nel 2025, il ritorno allo scudetto, tra fuochi d’artificio, cortei spontanei e un’intera città vestita d’azzurro.
Visitarlo significa entrare nel cuore pulsante della città
Anche per chi non segue il calcio, lo Stadio Maradona è una tappa imperdibile:
- Per capire l’emozione collettiva che unisce la città.
- Per vivere il respiro della folla nei giorni di partita.
- Per camminare attorno a un luogo che è simbolo di riscatto e fierezza.
Nei pressi dello stadio si trovano anche bar, edicole e negozi che vendono cimeli, sciarpe, foto storiche: un piccolo ecosistema che ruota attorno alla fede calcistica.
Dopo anni di rinnovamenti strutturali e adeguamenti, oggi il Maradona è più che mai uno spazio aperto, vissuto anche fuori dalle partite. In alcune occasioni ospita concerti, eventi culturali e raduni sportivi, confermandosi un nodo centrale nella geografia affettiva e simbolica della città.
Entrare allo Stadio Maradona è un po’ come entrare nel cuore di Napoli.
Un cuore azzurro, indomabile, che batte all’unisono con la sua gente.