Chiesa della Croce di Lucca

La Croce di Lucca: il gioiello barocco salvato dalla Storia

Nascosta nel cuore della cittadella universitaria, stretta tra gli edifici moderni del Policlinico, si trova una sopravvissuta. È la Chiesa della Croce di Lucca, un capitolo straordinario del Barocco napoletano che ha rischiato di essere cancellato per sempre dalla marcia del progresso. 

 

Church of the Croce di Lucca

La sua storia inizia nel XVI secolo, quando la potente comunità dei mercanti di Lucca portò a Napoli la devozione per il suo simbolo più sacro: il "Volto Santo", un antico e misterioso crocifisso ligneo venerato nella loro cattedrale. 

Fondata nel 1537 come un austero monastero carmelitano di clausura stretta, voluto dalla devota Cremona Spinelli, era un luogo così semplice da essere soprannominato "La Crocetta". 

Tutto cambiò nel Seicento. Il rigore originario lasciò il posto a uno sfarzo incredibile. L'austero convento fu trasformato in un "gioiello del Barocco" grazie ai massicci (e interessati) finanziamenti del principe Nicolò Giudice, che arrivò a trattare il monastero quasi come "un feudo di famiglia" pur di vederlo brillare. Entrare oggi significa ancora ammirare i resti di quello splendore: i marmi pregiati e, soprattutto, il meraviglioso soffitto ligneo cassettonato, intagliato e dorato. 

Ma la vera anima della Croce di Lucca non è nell'oro, è nella sua resilienza. 

All'alba del Novecento, il progresso sembrava averla condannata. I piani per la costruzione delle nuove Cliniche universitarie ne prevedevano la demolizione totale. La chiesa, con i suoi secoli di storia, doveva semplicemente sparire. 

Fu allora che iniziò una battaglia culturale appassionata. Un "gruppo di amici dell'arte", guidato da un difensore instancabile, Benedetto Croce, si oppose con forza. Croce scrisse appelli infuocati, definendo l'abbattimento "una vergogna" e mobilitando intellettuali e politici, come il direttore generale delle Belle Arti Corrado Ricci, per salvare quel monumento. 

La chiesa vinse la sua battaglia contro il "piccone demolitore", ma non senza pagare un prezzo. Per fare spazio ai nuovi edifici, la sua magnifica tribuna seicentesca fu tagliata, sacrificata. 

Oggi, sconsacrata e parte del patrimonio dell'Università, la Croce di Lucca non è solo un capolavoro d'arte. È il monumento alla passione di chi crede che la bellezza sia necessaria quanto il progresso. È una cicatrice orgogliosa che racconta l'amore di Napoli per la sua memoria

Ti potrebbe interessare

Itinerario 2

Il Decumano Maggiore

Da Piazza Dante a Porta Capuana

Church of San Pietro a Majella

Chiesa di San Pietro a Majella

San Pietro a Majella Conservatory and Historical Music Museum

Conservatorio di San Pietro a Majella e Museo Storico Musicale