C'è un luogo a Napoli che, più di altri, si presenta come un palcoscenico. Non è nascosto, eppure chiede di essere scoperto. Salendo lungo la storica via Carbonara, fuori dal tracciato più battuto dei decumani, ci si imbatte in un capolavoro di scenografia urbana: la monumentale scalinata a doppia rampa in piperno, disegnata nel Settecento da Ferdinando Sanfelice.
Questa scala non è un semplice accesso. È un invito teatrale, un prologo che prepara il visitatore a uno spettacolo di pietra e arte. È il benvenuto della Chiesa di San Giovanni a Carbonara.
Varcare la soglia significa entrare in uno dei capitoli più densi della storia di Napoli. Nata nel Trecento come un complesso gotico per volere degli Angioini, questa chiesa è cresciuta nei secoli, diventando un "Pantheon" silenzioso della nobiltà napoletana.
Il colpo d'occhio è potente. Lo spazio è dominato non da un altare qualunque, ma da un monumento funebre che è esso stesso architettura: il mausoleo di Re Ladislao di Durazzo. Una struttura gotica imponente, che si eleva alle spalle dell'altare come a sorvegliare l'intera navata, raccontando storie di potere, ambizioni e del legame indissolubile tra la Corona e la città.
Ma la vera magia di San Giovanni a Carbonara è la sua stratificazione. Qui, il rigore del gotico francese si scioglie e dialoga con l'alba del Rinascimento. Basta voltare lo sguardo per trovare due gioielli assoluti, quasi due chiese nella chiesa: la Cappella Caracciolo del Sole e la Cappella Caracciolo di Vico.
Entrare in queste cappelle significa assistere alla nascita di un nuovo linguaggio. Nella prima, una pianta circolare e luminosa ispirata ai battisteri fiorentini; nella seconda, un trionfo di sculture e marmi che celebrano l'umanesimo. È qui che artisti toscani e lombardi hanno portato a Napoli un nuovo modo di concepire lo spazio, la luce e la figura umana.
San Giovanni a Carbonara non è una visita, è un'immersione. È un libro di storia dell'arte scolpito nella pietra, un luogo dove ogni cappella svela un segreto, ogni tomba racconta una dinastia e ogni marmo riflette una luce diversa. È la Napoli monumentale che sa ancora stupire, chiedendo solo di salire quella magnifica scala.
INFORMAZIONI
WEB: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17629