La incontri passeggiando per Via Costantinopoli, la strada dei librai e degli antiquari, e la sua facciata ti ferma lo sguardo. È un'opera monumentale, un capolavoro di Giovan Battista Nauclerio che, all'inizio del Settecento, volle disegnare un tempio perfetto: un'armoniosa pianta a croce greca, pensata per essere un scrigno di luce e arte.
E lo fu. Immaginate i suoi interni: un trionfo di stucchi dorati, marmi policromi e cappelle che ospitavano le tele dei maestri più grandi, da Luca Giordano a Francesco Solimena. Era il cuore pulsante della spiritualità e dell'arte barocca, un punto di riferimento per la città.
Poi, come spesso accade a Napoli, la storia ha cambiato corso. Con le soppressioni dell'Ottocento, la chiesa e il suo monastero iniziarono una nuova vita. Il colpo di grazia arrivò nel 1980. Il terremoto la ferì profondamente, rendendola inagibile e sigillando il suo portale.
Oggi San Giovanni Battista delle Monache è una "bellezza ferita". Non è una meta da visitare, non è un museo accessibile. È un gigante addormentato nel cuore di uno dei quartieri più vivi della città. È la personificazione della malinconia napoletana, quella consapevolezza di custodire un patrimonio artistico così vasto da non poterlo, a volte, nemmeno mostrare.
Raccontarla non è un invito a una visita, ma un invito a sentire la città. È la testimonianza che a Napoli, anche un portone chiuso e una facciata segnata dal tempo possono raccontare una storia di splendore assoluto.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Via Santa Maria di Costantinopoli, 106, 80135 Napoli NA
WEB: https://beniabbandonati.cultura.gov.it/beni/chiesa-di-s-giovanni-battista-delle-monache/