Fondata all'inizio del Trecento per volere di Carlo II d'Angiò, la chiesa è uno degli esempi più puri e importanti di gotico angioino in città. Fu dedicata a Pietro da Morrone, l'eremita che visse sulla Majella e che divenne Papa Celestino V: un uomo di silenzio assoluto. È il paradosso affascinante di Napoli: la chiesa dedicata al silenzio è diventata il tempio della musica.
L'esterno, con il suo campanile trecentesco in tufo, conserva l'austera eleganza gotica. Ma l'interno, come spesso accade a Napoli, è un colpo di scena.
La struttura medievale fu sontuosamente "vestita" in epoca barocca. E il capolavoro assoluto è in alto. Alzate lo sguardo. Il soffitto ligneo è una galleria d'arte sospesa, una delle opere più maestose di Mattia Preti. Le sue ventuno tele non raccontano solo la vita dell'eremita Pietro da Morrone e di Santa Caterina d'Alessandria; sono un'esplosione di colore, dramma e luce che contrasta magnificamente con il rigore delle pareti gotiche.
San Pietro a Majella è un'esperienza sinestetica. È il luogo dove l'austerità medievale, la passione barocca e la melodia contemporanea si incontrano, dimostrando che a Napoli l'arte non si guarda soltanto. Si ascolta.
INFORMAZIONI
TELEFONO: 081 564 4411
WEB: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/38994