Fermatevi un istante. Quella che state ammirando non è solo una chiesa, ma il simbolo di un antico polo culturale. Fu fondata nel Cinquecento grazie alla visione di Girolamo Sersale, e la sua storia è legata indissolubilmente al Collegio della Sapienza, un'istituzione pensata per dare un'istruzione ai giovani di talento e meno fortunati.
La facciata, capolavoro di Cosimo Fanzago (realizzata a metà Seicento), è un dialogo perfetto tra marmo e piperno, un equilibrio di linee che cattura lo sguardo e invita alla scoperta.
Varcare la soglia, quando i suoi portali si aprono, significa entrare in uno spazio progettato dai grandi dell'architettura napoletana, come Giovan Giacomo di Conforto. Ma è alzando lo sguardo che si coglie la vera magnificenza.
L'interno è una pinacoteca che celebra il Seicento napoletano. La volta è un palcoscenico dove Giacomo Farelli ha messo in scena un tripudio di affreschi. Nelle cappelle, le tele raccontano storie di fede con la pennellata drammatica di Cesare Fracanzano e la luce inconfondibile di Luca Giordano.
Santa Maria della Sapienza non è solo un monumento; è la testimonianza di come, a Napoli, la cultura, la fede e l'arte si siano fuse per creare una bellezza che resiste al tempo, nel cuore pulsante della città antica.
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