Fondata nel 1385, la chiesa ha un'anima gotica, ma il suo interno è stato magnificamente ridisegnato in chiave barocca. Eppure, il tesoro più grande che custodisce appartiene a un'altra epoca, a un altro linguaggio.
A destra dell'altare maggiore, si trova un'opera che da sola vale la visita: il Sepolcro del Cardinale Rainaldo Brancaccio.
Non è un monumento funebre qualunque. È un capolavoro assoluto del primo Rinascimento, commissionato a due maestri fiorentini: Donatello e Michelozzo. Fu scolpito a Pisa tra il 1426 e il 1428 e spedito via mare a Napoli.
Osservatelo: i putti che aprono il tendaggio, la figura serena del Cardinale, e soprattutto, il bassorilievo alla base. Quella scena, l'Assunzione della Vergine, è opera certa di Donatello. Con la sua prospettiva rivoluzionaria (stiacciato) e la sua carica emotiva, portò per la prima volta il linguaggio umanistico fiorentino nel cuore della Napoli ancora gotica.
Sant'Angelo a Nilo è una capsula del tempo. È il luogo dove il Barocco napoletano, con le sue decorazioni e la sua luce teatrale, fa da cornice a uno dei primi, purissimi respiri del Rinascimento italiano. Un dialogo tra epoche, un incontro tra Firenze e Napoli, che attende in silenzio di essere scoperto.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Piazzetta Nilo, 80134 Napoli NA