Più che un obelisco, è una "macchina da festa" scenografica, voluta dai padri Gesuiti e finanziata da una sottoscrizione popolare come segno di devozione e ringraziamento alla Vergine per aver protetto Napoli da carestie e pestilenze. I lavori, iniziati nel 1747, videro all'opera i migliori artisti del tempo, trasformando la pietra in un trionfo di simboli, putti, santi e volute che si avvitano verso l'alto, culminando nella statua in rame dorato della Madonna.
Come ogni monumento napoletano che si rispetti, anche la Guglia ha la sua leggenda. Si narra che lo scultore, dopo aver visto la statua finalmente posizionata in cima, si accorse con orrore che un velo copriva parzialmente il volto della Vergine, morendo di crepacuore per quella che credette essere una sua imperdonabile svista. In realtà, è solo un gioco di prospettive e di luce, ma la storia aggiunge un velo di pathos a quel viso rivolto verso il basso, in atto di benedire la piazza.
Ma la Guglia non è un reperto del passato; è il cuore vivo di una delle tradizioni più sentite della città.
Ogni anno, all'alba dell'8 dicembre, la piazza si riempie in un silenzio carico di attesa. È il giorno della Festa dell'Immacolata. In un rito spettacolare e commovente, i Vigili del Fuoco, eredi di un'antica tradizione, salgono con le loro scale fino alla sommità, a oltre trenta metri d'altezza, per deporre una corona di fiori tra le braccia della Vergine.
È l'omaggio della città alla sua Protettrice. È il momento in cui Napoli si ferma, alza lo sguardo e rinnova il suo patto d'amore con quel trionfo barocco che, da secoli, la custodisce.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Piazza Gesù Nuovo, 80134 Napoli NA