Conosciuto anche come Palazzo di Capua, fu commissionato nei primi anni del Cinquecento (1503-1513) dal principe Bartolomeo di Capua. Il suo architetto, Giovanni Donadio "il Mormando", non progettò un semplice edificio, ma un manifesto di potere ed eleganza.
Il sigillo del Rinascimento
Fermatevi davanti al portale centrale monumentale. È un trionfo di marmo e scultura. Alzate lo sguardo: in alto, due figure alate, le "Vittorie", sembrano ancora annunciare la gloria e la cultura che questo palazzo era destinato a custodire.
La sorpresa oltre la soglia
Varcare quel portale significa lasciarsi alle spalle il brusio di Spaccanapoli per entrare in un'oasi di proporzioni perfette. L'ampio cortile porticato avvolge il visitatore in un silenzio armonioso, mentre la magnifica scala a doppia rampa sulla sinistra invita a scoprire cosa si nasconde ai piani nobili.
Il cuore Rococò
Se l'architettura è un capolavoro del Rinascimento, il cuore del palazzo rivela un'anima diversa, quella del Settecento. Quando l'edificio passò alla famiglia Marigliano, gli interni furono arricchiti con la grazia del Rococò. Nelle sale di rappresentanza, come il Salone degli Specchi o la Sala della Sirena, esplode il talento di Francesco De Mura. I suoi affreschi sono pura luce, un'eleganza leggera che contrasta magnificamente con la solida struttura rinascimentale.
Oggi sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, Palazzo Marigliano è l'essenza di Napoli: un luogo dove epoche diverse non si cancellano, ma dialogano, creando una bellezza complessa e unica, proprio nel mezzo della via più viva della città.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Via San Biagio Dei Librai, 39, 80138 Napoli NA