Questo non è un palazzo come gli altri. È un simbolo. Eretto nei primi anni del Quattrocento, è un gioiello raro, uno dei primissimi e più importanti esempi di architettura del Rinascimento in città, che porta ancora in sé l'eco fiera dello stile Gotico che stava tramontando.
Il Sigillo sulla Pietra
Tutta la sua storia è scolpita lì, nel magnifico portale in marmo. Non è un semplice ingresso, è una dichiarazione. È il punto esatto in cui il Medioevo cede il passo alla nuova armonia. Osservate le sculture, i bassorilievi e gli stemmi araldici: sono i sigilli delle famiglie Petrucci e del Balzo, che raccontano di potere e alleanze.
Potere e Caduta
Fu voluto da Antonello Petrucci, il potentissimo segretario del re Ferrante I d'Aragona. Questo palazzo era il suo trionfo, la sua affermazione nel cuore della città. Ma divenne anche il simbolo della sua drammatica caduta. Antonello fu uno dei protagonisti della celebre "Congiura dei Baroni" e, con il fallimento della rivolta, il palazzo gli fu confiscato, portando la sua storia personale e quella dell'edificio nel vortice della grande storia napoletana.
Oltre quel portale si apre un cortile che custodisce un'elegante loggia, un'oasi di proporzioni rinascimentali.
Oggi Palazzo Petrucci, dichiarato monumento nazionale, è una lezione di storia e arte a cielo aperto. È la testimonianza di un'epoca di transizione e il memoriale di un uomo la cui ambizione ha segnato la pietra e la storia di Napoli.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Piazza San Domenico Maggiore Napoli NA