Questo non è un edificio come gli altri. Le sue mura sono intrise di storie che hanno segnato l'immaginario della città: una di sangue e passione, l'altra di genio e alchimia.
L'Eco del Delitto
Prima ancora di appartenere al suo inquilino più famoso, il palazzo fu il tragico palcoscenico di uno dei più celebri delitti d'onore della storia napoletana. Fu qui che, nel 1590, il principe e musicista Carlo Gesualdo da Venosa massacrò la moglie, Maria d'Avalos, e il suo amante, Fabrizio Carafa. Una storia feroce che, secondo la leggenda, marchiò per sempre l'edificio.
Il Laboratorio dell'Alchimista
Ma la vera fama del palazzo è legata al Settecento e alla figura di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero. Inventore, scienziato, alchimista e mecenate, il Principe trasformò la sua dimora in un immenso laboratorio.
Tra queste stanze conduceva i suoi esperimenti segreti, dall'invenzione di colori inalterabili alla creazione delle sue inquietanti "macchine anatomiche". Fu qui, nella sua mente e nei suoi laboratori, che nacque il progetto visionario per il mausoleo di famiglia: la Cappella Sansevero. Il Principe la rese il suo capolavoro, collegandola direttamente al palazzo tramite un ponte sospeso, per potervi accedere e lavorare indisturbato.
La facciata stessa del palazzo, da lui ridisegnata, ne riflette il carattere: il portale maestoso e le decorazioni sono imponenti, eppure l'opera rimase celebremente incompiuta.
Ammirare Palazzo di Sangro oggi significa affacciarsi sulla soglia del laboratorio di un genio, il "dietro le quinte" dove la scienza e il mistero hanno dato vita a una delle più grandi meraviglie del mondo.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Vico San Domenico Maggiore, 9, 80134 Napoli NA