La leggenda ci porta in una Napoli aristocratica e discreta. Si narra che il conservatorio annesso fosse destinato alle "paparelle" o "paperette", un termine affettuoso per indicare le giovani figlie nate fuori dai vincoli ufficiali delle grandi famiglie nobili. Qui, al riparo dal giudizio del mondo, ricevevano un'educazione, protette dalle mura di questo piccolo monastero.
Trovare oggi la sua porta, quasi inghiottita dal vicolo, è già parte dell'esperienza. Ma varcarla significa scoprire uno scrigno barocco inaspettato. In un contrasto mozzafiato con la sobrietà esterna, l'interno esplode in una festa di marmi policromi, stucchi dorati e un senso di opulenza intima e raccolta.
Lo sguardo corre subito all'altare maggiore, dove brilla la "Stella" che dà il nome alla chiesa. La pala d'altare è un capolavoro che da solo vale la ricerca: una magnifica Natività con l’adorazione dei Magi dipinta da Battistello Caracciolo, uno dei più grandi e fedeli seguaci di Caravaggio. La luce, vera protagonista della tela, sembra irradiarsi e illuminare la piccola navata, in un dialogo perfetto tra arte e architettura.
La Chiesa delle Paparelle non è una tappa obbligata, ma una conquista. È la ricompensa per l'esploratore urbano, per chi cerca il silenzio e la meraviglia oltre la superficie, trovando un capolavoro d'arte e una storia dimenticata nel dedalo più fitto della città.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Via Giuseppe de Blasiis, 2, 80138 Napoli NA