Questa è una delle "più grandi fabbriche del Settecento europeo", un monumento che testimonia il momento esatto in cui Napoli fu la capitale dell'Illuminismo.
Il sogno del Re
Fu commissionato da Carlo di Borbone e affidato al genio visionario del suo architetto, Ferdinando Fuga. Ma questo non doveva essere solo un atto di magnificenza. Era il cuore di una "utopia sociale": un progetto rivoluzionario, di matrice illuminista, pensato per accogliere, assistere e formare tutti i "poveri del Regno".
Doveva essere una vera e propria città-nella-città, un luogo di dignità e rinascita.
Un orizzonte di pietra
I numeri sono impressionanti. La sua imponente facciata si estende per centinaia di metri, un muro di grandezza che doveva contenere un mondo (il progetto originale prevedeva cinque immensi cortili e una chiesa centrale).
Ma l'utopia era forse troppo grande, troppo ambiziosa. Il progetto, iniziato nel 1751, non fu mai completato.
Oggi, il Real Albergo dei Poveri resta un "gigante ferito". È il simbolo della straordinaria ambizione di Napoli, un monumento che, in attesa della sua nuova vita attraverso la riqualificazione, veglia sulla città come testimone muto di un sogno che era, forse, troppo grande anche per un re.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Piazza Carlo III, 1, 80137 Napoli NA