Istituito nel 1992, il Centro unisce il fascino delle raccolte universitarie alla bellezza di sedi monumentali come il Collegio del Salvatore e il complesso dei Santi Marcellino e Festo.
Qui minerali, fossili, strumenti scientifici, reperti zoologici e collezioni antropologiche raccontano secoli di studio, di viaggi, di scoperte e di domande sull’uomo e sulla natura.
Real Museo Mineralogico
Tra le sale più affascinanti del circuito c’è il Real Museo Mineralogico, istituito da Ferdinando IV di Borbone e inaugurato nel 1801 negli ambienti dell’antico Collegio Massimo dei Gesuiti. Oggi custodisce oltre 45.000 minerali, rocce, strumenti e libri, in un allestimento che ha il respiro del grande museo storico europeo.
Il suo vanto più celebre è la ricchissima e antica collezione pubblica di minerali vesuviani, ma il percorso sorprende anche per la presenza di meteoriti, grandi cristalli e pietre dure provenienti da tutto il mondo. Tra le curiosità più note spicca una straordinaria coppia di cristalli di quarzo ialino del Madagascar, del peso di 480 kg, donata a Carlo di Borbone nel 1740.
Museo Zoologico
Il Museo Zoologico è uno di quei luoghi in cui lo stupore scatta immediatamente: non solo per la ricchezza delle collezioni, ma per l’atmosfera stessa dei suoi grandi saloni ottocenteschi. Istituito ufficialmente nel 1813 da Gioacchino Murat, conserva esemplari di enorme interesse storico e scientifico e racconta oltre due secoli di biodiversità animale.
Tra i reperti più sorprendenti ci sono la “Balena di Taranto”, unico esemplare musealizzato di provenienza mediterranea di balena franca boreale, e la “Foca di Posillipo”, testimonianza tangibile della presenza storica della foca monaca in Campania. E poi c’è una curiosità tutta napoletana: l’“elefante del re”, da cui deriverebbe il celebre modo di dire popolare “Caporà, è mmuort’ l’alifante!”.
Museo di Antropologia
Più intimo e insieme più perturbante è il Museo di Antropologia, fondato nel 1881 grazie all’intervento di Francesco De Sanctis, in contemporanea con una delle prime cattedre di Antropologia d’Europa. Qui sono conservati oltre 26.000 reperti tra collezioni osteologiche, archeologiche ed etnografiche.
Il museo custodisce la Cranioteca Nicolucci, quattro mummie sudamericane precolombiane, calchi storici dell’evoluzione umana e oggetti provenienti da culture indigene di diverse parti del mondo. È un museo che non cerca l’effetto spettacolare, ma invita a riflettere: sul corpo, sull’identità, sulla varietà umana e anche sulle ombre della storia della disciplina, come dimostrano i reperti legati agli studi di antropologia criminale di Abele De Blasio.
Museo di Paleontologia
Il Museo di Paleontologia porta il visitatore molto più indietro nel tempo, in una dimensione in cui Napoli dialoga con ere remote e paesaggi scomparsi. Nato nel 1932, conserva quasi 50.000 reperti tra invertebrati, vertebrati e vegetali, distribuiti in collezioni di rilievo scientifico e storico.
Una parte importante del patrimonio documenta in modo prezioso la paleontologia del territorio campano, mentre altri esemplari aprono lo sguardo sulla storia della vita su scala planetaria. C’è anche una curiosità che rende questo museo davvero singolare: è l’unico museo di paleontologia a possedere uno scheletro di dinosauro montato in sospensione su maioliche decorate settecentesche. Già solo questo basterebbe a raccontare il modo tutto napoletano di far convivere scienza, storia e bellezza.
Museo di Fisica
Il più giovane del circuito è il Museo di Fisica, istituito nel 2000 e aperto al pubblico nel 2005 negli spazi dell’antico refettorio del Collegio Massimo dei Gesuiti, progettato intorno al 1680 da Dionisio Lazzari. È un luogo che colpisce per il contrasto felice tra la magnificenza barocca delle sale e la precisione degli strumenti scientifici esposti: circa 800 apparecchi, provenienti dal Gabinetto fisico dell’Università, da quello di Casa Borbone e da raccolte legate a figure come Macedonio Melloni e Luigi Palmieri.
Qui la fisica si racconta attraverso gli oggetti: lenti, macchine, strumenti ottici e apparati che testimoniano il lavoro degli scienziati e degli artigiani che li costruirono. Tra le curiosità più evocative c’è la grande lente a gradinata con cui Melloni smentì nell’Ottocento la teoria secondo cui la luna emanasse raggi “frigoriferi”.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO:
- Musei di Mineralogia, Zoologia, Antropologia e Fisica
Via Mezzocannone, 8 - Museo di Paleontologia
Largo San Marcellino, 10
TELEFONO: 081 2537587
WEB: https://www.museiscienzenaturaliefisiche.it/it/
MAIL: prenotazionicm@gmail.com