Questo luogo non nasce da un miracolo, ma da una celebrazione.
Fu voluta dalla Regina Giovanna I d'Angiò nel 1352 per festeggiare un evento che consolidava il suo potere: la sua incoronazione e quella del suo consorte, Luigi di Taranto. Il suo nome, "l'Incoronata", è il sigillo eterno di quella festa di corte.
Oggi la chiesa appare "sommersa". Si trova diversi metri sotto il livello stradale, un effetto straordinario causato dal Risanamento di fine Ottocento, che innalzò il suolo della città moderna. Questo sprofondamento, però, l'ha protetta, trasformandola in una capsula del tempo.
Scendere quei gradini significa lasciare il rumore del presente ed entrare in un'oasi di silenzio trecentesco. L'interno, seppur segnato dai secoli, custodisce un ciclo di affreschi che è un capolavoro assoluto della scuola di Giotto a Napoli.
Alza gli occhi. Non vedrai solo oro, ma il respiro di un maestro, Roberto d’Oderisio. Nelle volte della navata e nell'abside, l'artista ha dipinto il Trionfo della Fede e le Storie dei Sette Sacramenti. Non sono figure rigide, ma un racconto vivido della vita, della corte e della spiritualità angioina.
E il viaggio continua nella Cappella del Crocifisso, un ambiente aggiunto nel Quattrocento, che svela altre storie meravigliose: i rari affreschi dedicati alla vita di San Ladislao, re d'Ungheria, e di Santa Caterina d'Alessandria.
L'Incoronata, che un tempo sorgeva orgogliosa accanto alla celebre fontana della sirena Spinacorona, è l'immagine stessa di Napoli: una città che custodisce i suoi tesori più grandi non in piena luce, ma negli strati più profondi della sua storia.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Via Medina,19