Questa non è una chiesa vicino al mare. È una chiesa sul mare. È il simbolo di un'identità, quella dei luciani, i pescatori e gli abitanti di questo rione che da secoli vivono in simbiosi con il Golfo.
La sua storia è antica quanto Napoli. Le leggende la fanno risalire a un oratorio fondato dalla nipote di Costantino, ma le sue radici affondano probabilmente in una villa romana, quella di Lucio Licinio Murena. Divenuta parrocchia tra il XVI e il XVII secolo, è da sempre il faro spirituale del Borgo.
Era un luogo amato dai re. Ferdinando I di Borbone la elevò a Basilica Reale, e qui, tra queste mura, fu battezzato il futuro re Ferdinando II. Ma la sua storia è anche di ferite e rinascite. La chiesa che vediamo oggi non è quella barocca di un tempo: fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti del 1943 e ricostruita.
È proprio da questo luogo, dalla sua scalinata, dal suo affaccio diretto sul mare e sul Vesuvio, che Teodoro Cottrau trasse l'ispirazione per "Santa Lucia", la canzone che ha portato il nome di questo Borgo in tutto il mondo.
Visitare Santa Lucia a Mare non è solo un atto di fede o una scoperta artistica. È un'immersione nell'anima più autentica del Borgo Marinari, è ascoltare il silenzio rotto solo dallo sciabordio delle onde e dalle voci dei pescatori. È il punto esatto dove la città e il mare si stringono in un abbraccio lungo millenni.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Via Santa Lucia, 3, 80132 Napoli NA
TELEFONO: + 39 081 764 0943