Nacque a metà dell'Ottocento per volere di Ferdinando II di Borbone. Il suo scopo era strategico, quasi misterioso: una rapida e sicura via di fuga militare che doveva collegare il Palazzo Reale con la caserma di Chiaia, passando sotto la collina di Pizzofalcone. Un progetto avveniristico, firmato dal grande architetto Errico Alvino, che intercettò gli antichi acquedotti e le cisterne che già solcavano quel sottosuolo.
Ma la storia, a Napoli, non segue mai una linea retta.
Il sogno del re divenne presto qualcos'altro. Durante la Seconda Guerra Mondiale, queste gallerie immense diventarono il rifugio di migliaia di napoletani. Qui dentro, intere famiglie trovarono riparo dal suono delle sirene e dall'orrore dei bombardamenti. Camminare qui oggi significa ancora percepire l'eco di quelle voci, leggere i graffiti lasciati sui muri, e toccare con mano la resilienza della città.
E poi, l'oblio.
Nel dopoguerra, la Galleria Borbonica divenne un incredibile deposito giudiziario. Per decenni, auto d'epoca, Vespe e moto sequestrate vennero calate e accumulate in questo ventre oscuro, fino a essere dimenticate.
Visitare la Galleria Borbonica oggi è un'esperienza che toglie il fiato. È un viaggio surreale in cui si cammina tra i resti della guerra e carcasse di veicoli anni '50 e '60, cristallizzati nel tempo e coperti dalla polvere dei secoli.
Non è una semplice visita: è un'esplorazione nelle pieghe più nascoste della storia napoletana, un'immersione in un set cinematografico reale, dove ogni oggetto racconta una storia interrotta.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Via D. Morelli, 61 - c/o Parcheggio Morelli
TELEFONO: +39 081 764 5808
WEB: https://www.galleriaborbonica.com/
MAIL: mail@galleriaborbonica.com