Murale Diego Armando Maradona
A Napoli, Diego Armando Maradona non è un ricordo. È una presenza. È un'entità che ha trasceso il tempo, un nume protettore il cui volto non è scolpito nel marmo dei musei, ma è impresso a fuoco sui palazzi della città.
Più di ogni altro luogo, sono due i murales che raccontano questo patto d'amore eterno, trasformando la street art in un pellegrinaggio.
Il Santuario dei Quartieri Spagnoli
C'è un punto esatto, nel labirinto di vicoli dei Quartieri Spagnoli, dove il brusio si ferma e inizia il culto. È il Largo Maradona, un tempo uno slargo anonimo e oggi un vero e proprio santuario a cielo aperto, meta di un pellegrinaggio ininterrotto di fedeli e viaggiatori da ogni angolo del mondo.
Lì, su un'immensa parete, domina il volto di Diego. È il murale iconico nato nel 1990 per mano di Mario Filardi, un giovane artista che volle celebrare il secondo scudetto dipingendo il profilo del Pibe de Oro in corsa.
Consumato dal tempo, il dipinto ha vissuto più vite: prima l'abbandono, poi la rinascita grazie alla volontà popolare. Fino al 2017, quando l'artista argentino Francisco Bosoletti ne ha ridisegnato il volto, restituendogli un'espressione più realistica e umana.
Oggi, quel muro è un altare. È coperto di sciarpe, bandiere, ex-voto, disegni e preghiere. Visitare questo luogo non significa solo vedere un'opera d'arte; significa partecipare a un rito collettivo, capire cosa significhi per Napoli avere avuto un Re che l'ha portata sul tetto del mondo.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: Via Emanuele de Deo, 62, NAPOLI, NA